23/02/2012

Non ve lo aspettavate vero ...

eh già  ho iniziato con una biografia, biografia importante per comprendere appieno l'artista in questione.

Ho visto i suoi quadri ed ho ammirato il suo percorso artistico anche se non l'ho conosciuta di persona.

Presto a Mantova (marzo) ci sarà un'intera mostra dedicata a lei ad ingresso libero, fateci un saltino se vi va.

Vi fornirò presto date precise.

22/02/2012

Sara Nadalini


Sara Nadalini nata a Mantova il 23/02/1931, trascorse alcuni anni della sua infanzia in Liguria a Nervi con la madre, il fratello e la sorella maggiore mentre il padre rimase a Mantova a continuare il lavoro di mediatore, oggi sarebbe definito "agente immobiliare". Tale trasferimento fu dettato dalla necessità di curare il fratello Bates affetto da TBC .
Di questo soggiorno, rimase sempre a Sara il ricordo delle mareggiate e il figlio ipotizza che i turchesi e gli azzurri che si ritrovano così spesso in particolar modo nelle ceramiche ( oltre che in alcuni dipinti), derivino da questo periodo. Alla morte del fratello la famiglia si riunì di nuovo a Mantova, la sorella Adele si sposò nei primi anni 40 e vive tuttora a Milano.
Sara che coltivava la passione per l'arte decise di iscriversi presso il Liceo Artistico di Bologna ove conseguì il diploma di maturità .
Tornata a Mantova continuerà a dipingere e a studiare storia dell'arte, nel 1953 si sposò con l'allora sottotenente di artiglieria Gastone Andreoli, conosciuto ad una festa, nel 1954 nasce il figlio Attilio .

Approdò poi all' Istituto Tecnico Femminile Andrea Mantenga di Mantova dove a parte una breve parentesi alla scuole medie per motivi burocratici di passaggio di ruolo, insegnò fino al 1990.
Durante gli anni del Mantenga cercò di portare delle novità nelle attività scolastiche coinvolgendo sia allieve sia colleghi, con il benestare dei Presidi, in iniziative volte a far conoscere la scuola e tendenti a portare all' interno della stessa il pubblico, con le insegnanti di lavoro indirizzo le allieve a realizzare tovaglie asciugamani e centro tavola dipingendoli con appositi colori, cooperò con tutto lo "staff" del Mantenga nell'organizzare mostre tendenti ad illustrare il lavoro svolto dalle allieve sotto l'imput del Preside e delle insegnanti e spinse la scuola a partecipare agli annuali concorsi " Presepe Cristiano" organizzati allora dall' ENAL proponendo opere di particolare interesse e piazzandosi sempre ai primi posti.
Sempre nel periodo scolastico frequentò alcuni corsi di ceramica riuscendo anche in questo caso a trasferire quanto appreso nell'insegnamento ottenendo anche un forno idoneo per la cottura dei manufatti delle allieve.
A casa intanto si dedicava alla pittura e alla ceramica,utilizzando sia un forno elettrico che un forno a gas appositamente progettati e utilizzando diverse tecniche di cottura.
L'abbandono della insegnamento fu dettato dall'impossibilità di parlare ad un intera classe dopo l'intervento alla gola subito nel 1988, ed il primo giorno di scuola dopo il pensionamento ricordo che pianse.
L'intervento chirurgico non solo costrinse Sara ad abbandonare l'insegnamento ma dovette rinunciare anche abbandonare alcune tecniche pittoriche che  richiedevano l'impiego di materiali irritanti per la gola, dovette inoltre rinunciare all'uso del tornio a causa di alcune lesioni alla spalla legate sempre all'intervento che le impedivano certi sforzi col braccio.
Si dedicò ad approfondire la tecnica del lucignolo per la ceramica e riducendo l'uso dei colori ad olio, torna all'acquerello e alla tempera che non le erano certo sconosciute.è
Quando si recava al mare, ne riportava a casa numerosi ciotoli levigati dalla acqua che poi ornava con decori colorati, in seguito riproduce i "sassi" in terracotta di varie dimensioni e una volta dipinti ne faceva dono agli amici . Si mise produrre sempre in terracotta "pupazzetti" caricaturali che riproducevano persone e che erano caratterizzati da elementi che riconducevano ad un lavoro.
Produsse portapenne, piatti ornamentali, bamboline stilizzate con abiti ottocenteschi, cornici, posacenere, vasi e persino una camicia ed una borsetta. 
Un escursus delle mostre di Sara parte con la partecipazione ad alcuni concorsi di pittura estemporanea, di moda negli anni 60, organizzati dall'Enal .
La prima mostra personale fu alla galleria "La Torre " in via Arrivabene Mantova nel 1972.
Nel 1975 viene ammessa, dopo una selezione a una mosta nazionale dell'Enal con altri 11 artisti mantovani.
Negli anni 1972/73 gestisce insieme al Sig. Tranchina e al Pittore Giorgio Bonaffini la Galleria "Arte Centro Andreani" esponendo alcune opere alla inaugurazione, ma presto rinunciò a questo impegno anche per la gravosità degli orari che che coincidevano con quelli degli spettacoli dell'allora cinema Andreani.
Nel 1975 insieme alla amica e collega Valeria Borini Malaguti espone alcune opere in una nuova galleria sorta vicino alla chiesa di Ognissanti e denominata Salotto Artecentro.
L'artista nella medesima galleria fece anche una mostra di tempere fatte per puro divertimento, di genere naif firmandosi con lo pseudonimo di aras. Tutto nacque da un quadro lascito in deposito alla famiglia Andreoli da un amico, nel periodo del trasloco e realizzato su un telo della croce rossa da uno sconosciuto pittore durante la guerra di Abissinia, raffigurante un bombardamento.
Una copia di questo dipinto venne realizzata a quattro mani  da Sara e dal marito Gastone e, mentre compivano questo lavoro si accorsero che lo sconosciuto pittore non era un vero naif, ma una persona che aveva della nozioni precise di l disegno.
Per apprendere ulteriori nozioni pittoriche frequentò per lungo tempo o studio del maestro Carlo Dusi e di quel periodo i dipinti di dimensioni maggiori e la serie dei nudi di donna.
Durante la sua vita anche i contatti con gli amici e pittori Ruberti e Bonaffini  portarono sicuramente ad un evoluzione della sua tecnica, che restò tuttavia personale ed originale.
Nel 1977 Sara espose al Circolo Ufficiali di Presidio e nel 1982 espose nuovamente alla "Torre".
Il 23 aprile 1988 al Circolo Ufficiali di presidio Sara espose le sue ceramiche in una mostra a tre con gli artisti mantovani Aurelio Nordera e Stefano Sacchi .
La mancata partecipazione di Sara alla inaugurazione fu dovuta all'intervento che la costrinse ad una lunga riabilitazione e che la costringerà a riprendere in mano la sua vita e a ricostruirla, e come già detto in precedenza, dovrà rinunciare all'insegnamento e ad alcune forme artistiche, ma anche dovrà reimparare a mangiare e bere senza più l'epiglottide.
Della mancata partecipazione alla mostra resta anche una poesia di un amico: Brunello Cappelletti.
Credo che la serenità d'animo di Sara derivasse oltre che dal carattere, anche dall'applicazione con passione alla pittura e alla ceramica, per mezzo delle quali allentava ogni tensione.
La ricordo impegnata a dipingere, negli ultimi anni, una tempera con varie gradazioni di turchese e mi chiese cosa rappresentasse .
L'artista fu sempre legata all'arte e quando oramai stava terminando dolorosamente la vita ricordo che disse " non mi interessa più di camminare ma spero di riuscire ancora a dipingere".

21/02/2012

Sperando di capire...

Non dico di essere intelligente, ma passando una nottata al computer per mettere a posto le cose vorrei sapere dove è il pulsante di arresta sistema.

Sto scherzando ovviamente...

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